Intestazione

«Non mi sono mai sentita disabile»

Testo

Marlies Seifert

Pubblicato

19.05.2023

Amruta Wyssmann an der Kletterwand

Nel giro di poco tempo da sportiva amatoriale a speranza per il titolo mondiale: la scalatrice disabile Amruta Wyssmann sta vivendo un sogno di cui non ne conosceva nemmeno l'esistenza.

Atleta di punta, nell'arrampicata. Poter rappresentare la Svizzera ai Mondiali casalinghi in agosto ha ancora dell'incredibile per Amruta Wyssmann. «È una situazione surreale, tutto è andato velocissimo», afferma. «Ci sono dei momenti in cui penso: Ma che cosa ci fai qui?»

Quando la incontriamo, Amruta – o Amy come la chiamano i suoi amici della palestra d'arrampicata – sta facendo uno shooting fotografico per un calendario. La 30enne grigionese è considerata l'ambasciatrice svizzera dell'arrampicata per persone disabili.

Amruta Wyssmann steht vor der Kletterwand

Arrampicata senza avambraccio sinistro

Vedendola salire facilmente sulle pareti alte quasi 20 metri della palestra d'arrampicata, non si nota che Amruta è nata senza l'avambraccio sinistro. «Non mi sono mai sentita disabile», afferma. «I miei genitori mi hanno sempre dato la sensazione di poter riuscire in tutto.»

Nulla la fermava, tanto che giocava a unihockey con i maschi e si arrampicava sugli alberi. «Ma con poco successo, infatti le mie ginocchia erano spesso ammaccate», ricorda ridendo. Amruta si avventura sulle montagne di casa soprattutto in inverno. «Sullo snowboard mi sento completamente a mio agio.»

Amore a seconda vista

Soltanto trasferendosi in pianura la bernese d'adozione ha scoperto l'arrampicata. «Di primo acchito ho pensato che non facesse al caso mio. Ma poi ne sono rimasta estasiata.» Da quel momento Amruta ha trascorso gran parte del suo tempo libero nella palestra di bouldering.

Poi è arrivato il covid-19. «Poco dopo il primo lockdown mi è stato chiesto se desiderassi partecipare ai prossimi Mondiali di arrampicata.» In quel periodo non esisteva ancora un parateam svizzero per i Mondiali di Berna.

Amruta Wyssmann hängt im Seil an der Keltterwand

Amruta Wyssmann durante l'allenamento nella palestra d'arrampicata O'Bloc di Ostermundigen.

Ho sviluppato un'ambizione mai ritenuta possibile.

Amruta Wyssmann scalatrice disabile

Obiettivo: aggiudicarsi un posto nella finale dei Mondiali

«I primi nove mesi ero da sola e ho imparato ad arrampicarmi con la corda.» Dopo diversi allenamenti di prova si sono aggiunti altri atleti e altre atlete. «Oggi siamo una buona dozzina», si rallegra Amruta, che nel frattempo ha potuto partecipare anche a competizioni internazionali.

Si sente completamente a suo agio nel parasport. L'atmosfera familiare le dà la carica. «Ho sviluppato un'ambizione mai ritenuta possibile.» Il suo obiettivo per i Mondiali: aggiudicarsi un posto in finale fra le top 4.

Amruta Wyssmann weit oben in der Kletterwand

Rafforzare la visibilità

Nell'allenamento in palestra non ci sono differenze. Amruta affronta gli stessi percorsi come tutti gli altri. «Non appena tolgo il pullover, tutti gli sguardi sono naturalmente puntati su di me.»

Nel frattempo tutte queste attenzioni non le fanno più niente. Anche negli anni trascorsi nella ristorazione shakerava drink e portava i vassoi come tutti gli altri.

«Ma lo sport mi ha dato ancora più fiducia in me stessa e ha svegliato in me lo spirito combattivo al punto da poter dire: Anch'io posso farlo e non devo nascondermi.» Rafforzare la visibilità e abbattere le barriere: Amruta Wyssmann sta vivendo il suo sogno grazie all'arrampicata.

Donne in montagna

Amruta Wyssmann ha regalato le sue prime scarpe da arrampicata al Museo Alpino di Berna. Nel quadro dell'esposizione «Donne in montagna», l'«Ufficio dei ricordi smarriti» mostra diversi oggetti di alpiniste svizzere conosciute e meno conosciute. Uno sguardo interessante alla storia dell'alpinismo femminile. Il progetto è realizzato grazie al sostegno del Fondo pionieristico Migros.

Informazioni: alpinesmuseum.ch

Foto: Hugo Vincent

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