Intestazione

C’è anche chi non sogna di avere figli

Testo

Deborah Bischof

Pubblicato

09.10.2023

Paar am Ufer

Nadine Gloor ha sempre pensato che un giorno sarebbe diventata madre. Poi, però, lei e il marito decidono di non avere figli e si ritrovano in un oceano di incomprensione.

L’anno prossimo farò 30 anni. Un numero importante. E più mi ci avvicino, più spesso mi sento chiedere: «Quand’è il tuo turno?» Che io voglia dei figli sembra essere un dato di fatto. Nessuna decisione personale, bensì una legge della natura stabilita dal mio ciclo ormonale in quanto donna. Ma se, invece, un giorno decidessi di non farlo? 

Nadine Gloor si è ormai lasciata alle spalle i 30 e, allo stesso tempo, anche la questione dei figli. È stato un processo lungo, racconta la 34enne presso la Jucker Farm a Seegräben ZH davanti a una tazza di tè alle erbe aromatiche e lamponi prodotto dalla fattoria. Accanto a lei siede il marito Daniel Hürlimann. Dietro di lui, sulla collina, si crogiolano al sole vitigni dal verde intenso, mentre sotto di loro il lago di Pfäffikon luccica al sole del pomeriggio. 

Arriverà il momento

I due sono insieme da 16 anni e sposati da sei. «Una famiglia», come dice Daniel Hürlimann, mentre si accarezza la barba con le dita. Il 38enne è seduto in una posizione un po’ rigida, parla con esitazione. Non è ancora sicuro di quello che vuole raccontare. Nadine Gloor, invece, con i capelli legati in uno chignon sciolto, si appoggia rilassata alla sua sedia di legno. Non è la prima volta che parla in pubblico: da gennaio condivide la sua storia sul suo blog kinderfrei-leben.ch. Le parole le escono di bocca quasi da sole. 

Nadine Gloor: «Da quando ho lasciato la scuola, ho avuto la sensazione di dover fare tutto entro i 30 e che poi sarei diventata mamma. Era come una scadenza. Poi però, quando ho compiuto 30 anni e tutti intorno a me hanno avuto figli, ho iniziato a percepire una pressione enorme.» 

Daniel Hürlimann: «Io credo di aver sentito meno questa pressione. E, tra l’altro, tutti continuano a dire che arriverà il momento.» 

Nadine Gloor: «È quello che ho sempre pensato anch’io. Credevo che, a un certo punto, il desiderio di avere figli sarebbe arrivato da sé.»

E tu? Come vivi l’argomento?

Il desiderio di avere figli. Anch’io mi accorgo, in fondo, di contare sulla sua presenza. Per così dire, cedo a lui la mia decisione. E, tra me e me, penso che, quando sarà il momento giusto, si manifesterà da sé. Ma se non fosse così? 

In nessun altro luogo il desiderio di avere figli è così presente come sulla poltrona a conchiglia blu oceano dello studio di Brigitte Leeners che dirige la clinica di endocrinologia riproduttiva dell’Ospedale Universitario di Zurigo, accompagnando le coppie che non riescono ad avere figli.

Ma non solo, come ci spiega dalla sedia del suo ufficio, in cui a separarci è un grande tavolo di legno. La professoressa Leeners, in camice bianco e occhiali rossi, è medico specialista e psicoterapeuta.

Fornisce inoltre consulenza in materia di contraccezione o se si hanno dubbi in merito all’avere figli e segue anche le sterilizzazioni. «Ma questo lo facciamo solo quando la pianificazione familiare è già stata conclusa.» Per le donne molto giovani, invece, si ricorre piuttosto a metodi contraccettivi alternativi. «Non si sa mai», dice.

Come una spada di Damocle

Intende per i casi in cui entrano in gioco gli ormoni? «Il desiderio di avere figli non può essere spiegato biologicamente o a livello ormonale. È più una questione di testa o d’istinto.» Una parte è sicuramente attribuibile a fattori familiari o culturali. Chi cresce in una famiglia numerosa in cui i figli sono molto importanti è più incline ad averne di suoi.

Ma c’è anche una parte che viene da dentro e che non può essere spiegata. «Così come ognuno di noi ha un diverso colore di capelli, è più o meno alto o ha hobby differenti, il fatto di avere figli assume un significato diverso per ogni singola persona.» 

Ci sono donne che, ad appena 20 anni, non vedono l’ora di diventare mamme. Altre, invece, che non considerano affatto l’argomento. «E poi ci sono le persone come te, quelle ambivalenti. Che decidono di aspettare e vedere come evolvono le cose.» Beccata.

«Anche questo atteggiamento è lecito», continua rapidamente, «ma il mio consiglio è di riflettere molto bene sull’argomento quando si è intorno ai 35 anni.» La dottoressa ha infatti già avuto a che fare con donne che hanno superato la finestra fertile e se ne sono pentite. 

Nadine Gloor: «Il periodo più intenso è stato intorno ai 32 anni. Da un lato, sentivo il ticchettio dell’orologio di cui tutti parlano sempre. Dall’altro, mi sono resa conto di quanto avrei dovuto rinunciare alla mia libertà, alla mia vita e alla mia persona se in quel momento fossi diventata madre. Mi sono sentita soffocare.» 

Daniel Hürlimann: «Le ho detto che non avremmo dovuto decidere subito. Ne abbiamo quindi parlato più volte, ma in realtà abbiamo anche consapevolmente rimandato la cosa. Si tratta di un argomento che non dovrebbe occupare troppo la nostra vita quotidiana.» 

Nadine Gloor: «Dopo circa un anno, non ce l’ho fatta più. La domanda pendeva su di me come una spada di Damocle.»

91%

delle persone under 30 in Svizzera vorrebbe avere almeno un figlio, stando alle statistiche del 2019 pubblicate dalla Confederazione.

9%

invece, non intende mettere al mondo figli. Le statistiche non parlano però del perché sia così.

Più tempo per la coppia

Solo uno studio che porta in Germania. «Io stessa sono rimasta sorpresa dal fatto che nessuno avesse mai fatto ricerche in questo campo», afferma la professoressa Claudia Rahnfeld della Duale Hochschule di Gera-Eisenach. In uno studio condotto insieme ad Annkatrin Heuschkel, ha intervistato più di 1100 donne che avevano deciso consapevolmente di non avere figli. 

Più della metà delle intervistate aveva già preso la decisione prima dei 25 anni. Oltre l’80% per avere più tempo libero e, quindi, per realizzarsi. Ma questo non significa che queste donne volessero solo fare carriera. 

La maggior parte ha dichiarato di volere più tempo da dedicare alla famiglia e agli amici. E per la vita di coppia. Anche questo l’ha sorpresa, afferma Rahnfeld. «Mentre alle donne viene detto spesso che è proprio quando si ha il partner giusto che si percepisce il desiderio di avere figli, noi abbiamo dimostrato il contrario: è proprio un’unione felice che può portare le donne a decidere di non averne», dichiara l’esperta.

Si può essere una famiglia anche se non si hanno figli?

Nadine Gloor: «Me lo ricordo bene: era una sera d’estate, poco prima dell’imbrunire. Siamo andati a fare una passeggiata sul lago di Pfäffikon e, circondati dalle canne, abbiamo parlato di come sarebbe stata la nostra vita se non avessimo avuto figli. Di tutti i viaggi che avremmo fatto. Di tutto il tempo che avremmo trascorso insieme. Poi mi sono fermata e ho detto: parliamone adesso.»

Daniel Hürlimann: «Per me è stato un momento critico. La mia più grande preoccupazione è sempre stata quella di non vedere le cose allo stesso modo. Che cosa ne sarebbe della nostra relazione? Ma siamo stati fortunati.»

Nadine Gloor: «Per me è stata come una liberazione. All’improvviso la mia vita ha ripreso ad avere la possibilità di scegliere.»

Io ho sempre pensato che un giorno sarei diventata mamma. Poi ho cambiato idea.

Nadine Gloor

L’autrice Jeanine Donzé sa quanto possa essere difficile prendere una decisione del genere, soprattutto per le donne. Difatti accompagna donne e coppie sul percorso della fertilità e guida il gruppo «Frau Sein ohne Kind Bern». La maternità oggi è fortemente associata all’identità femminile, spiega l’autrice parlando anche per esperienza personale: «Non ho mai avuto problemi a pensare alla mia vita senza mettere al mondo figli. Poi, quando è diventato chiaro che non era possibile, ho dovuto comunque abbandonare la presa consapevolmente.»

Nadine Gloor: «Io ho sempre pensato che un giorno sarei diventata mamma. Poi ho cambiato idea. All’inizio ho dovuto abituarmi alla cosa. Allo stesso tempo, per me è stato un momento di gioia, perché finalmente avevamo deciso di dire no.»

Daniel Hürlimann: «Purtroppo non tutti hanno condiviso la nostra gioia.»  

Nadine Gloor: «Abbiamo ricevuto reazioni di ogni tipo. Alcuni hanno semplicemente preso atto della cosa, altri ci hanno chiesto se ci avevamo pensato bene, altri ancora ci hanno detto che diventare madre è la cosa più bella per una donna o, addirittura, che quando saremo vecchi ce ne pentiremo.»

Tutte frasi che anch’io ho già sentito quando ho espresso dubbi sul diventare madre.

«Was wir in die Welt bringen. Frauen zwischen ,kinderlos’ und ,kinderfrei’» von Jeannine Donzé, Verlag Zytglogge, 2021

Lettura consigliata

«Was wir in die Welt bringen. Frauen zwischen ,kinderlos’ und ,kinderfrei’» di Jeannine Donzé, Zytglogge Verlag, 2021, disponibile su exlibris.ch per CHF 22.40.

Quando non manca nulla

«Esistono ancora la norma e la deroga», afferma Jeanine Donzé. Come rivela lo studio israeliano «Regretting Motherhood», ci sono anche donne che si pentono di aver avuto figli. Eppure, nessuno chiederebbe mai a una madre se ci ha pensato bene. Se magari un giorno potrebbe pentirsene. Invece per il 70% delle donne dello studio di Rahnfeld la situazione è diversa: tutte hanno infatti dichiarato che devono spesso spiegare perché non vogliono figli. 

Chi ha letto fin qui forse avrà notato che non ho mai parlato di «senza figli». In realtà volutamente, perché il «senza figli» suggerisce che alla persona manca qualcosa. Ma questo non è assolutamente il caso di Nadine Gloor e Daniel Hürlimann. Vedremo se questo vale anche per me.
 

Foto/scena: © Anne Gabriel Jürgens

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