Intestazione

La relazione di coppia è un modello superato?

Testo

Yvette Hettinger

Pubblicato

21.09.2023

Paar steht vor Fenster

La vita vale la pena di essere vissuta solo se si è in coppia e si è innamorati – questo è ciò che ci suggeriscono Hollywood e la letteratura. Una sociologa esorta a porre fine a questa romanticizzazione.

Il suo libro si intitola «Das Ende des Romantikdiktats» («La fine del diktat romantico»). Cosa significa?

Il libro tratta delle storie d’amore che ci vengono raccontate in continuazione fin dalla nascita. Le fiabe, Disney, Hollywood, ma anche i racconti popolari, parlano dell’appagamento che nasce quando due essere umani si incontrano e – spesso uniti dal destino – vivono per sempre felici e contenti finché morte non li separi. Questo modello ci viene presentato come la norma ed è efficace.

Qual è il problema? In fin dei conti il romanticismo è una cosa bella.

Il fatto è che la relazione di coppia appagante ha assunto la funzione di modello e rappresenta una certa immagine ideale della società. È difficile sfuggire a questo tipo di ideali che plasmano la società e creano aspettative nei confronti di tutti, per questo parlo di «diktat». Chiunque non voglia o non possa conformarsi al modello della relazione di coppia è considerato anormale o incapace di relazionarsi, immaturo, eccentrico o chissà cos’altro.

Qual è la relazione più importante della tua vita in questo momento?

Perché siamo così sensibili a queste storie d’amore?

Perché sono storie legate a promesse, come quella che ogni mezza mela sarà felice quando troverà la sua altra metà. E noi vogliamo essere felici e condividere la vita con gli altri. Purtroppo, l’appagamento e la soddisfazione non vengono promessi nel caso di altre costellazioni sociali, come ad esempio dei genitori che non vivono insieme. O di coppie che vivono insieme ma dove l’amore non è al centro della relazione. Di donne e uomini che vivono l’intimità con persone diverse, oppure di single che vivono da soli o in un appartamento condiviso con amici. Ma farlo sarebbe interessante e importante.

Certo, il rapporto di coppia ha i suoi indiscussi vantaggi: si dividono le spese, si crescono i figli insieme, si ripartiscono i lavori domestici, non si è mai soli. 

Naturalmente, e non voglio assolutamente parlar male della relazione di coppia romantica, può essere qualcosa di molto bello. Ma ritengo sia necessario porre fine all’idea fissa che questa sia l’unica opzione possibile. Ho ricevuto dei feedback molto positivi sul mio libro da persone che si sono sentite sollevate dal fatto che si sia aperto questo dibattito. Si ritenevano strane perché non si sentivano appagate in una relazione a due.

Come posso liberarmi dalla trappola del romanticismo se mi rendo conto che non fa per me?

Per i singoli individui è difficile ribellarsi a questo modello. Bisogna sempre giustificarsi un pochino quando si sceglie qualcosa di diverso da ciò che è considerato normale. Dire no richiede molta fiducia in se stessi, quindi per molti è più facile conformarsi alla norma. Ma non doversi giustificare è importante per chi non riesce proprio a trovare la propria metà della mela e per tutti coloro che oggi in un modo o nell’altro non rientrano nella norma. Queste persone non dovrebbero più essere considerate strane.

Quindi ci vorrebbero film hollywoodiani su single felici o su appaganti relazioni non convenzionali?

Ad esempio. Ma anche sulle amicizie: dovremmo assolutamente riconoscere quali amicizie sono presenti nella nostra vita e qual è il loro potenziale. Le amicizie possono anche dare amore e sicurezza, oltre che senso di appartenenza e cura.

 

Cosa ne pensi delle relazioni di coppia?

Ma da dove viene il modello della relazione di coppia?

Circa 240 anni fa, il matrimonio basato sull’amore romantico divenne la norma sociale. Prima c’era il matrimonio di convenienza, modello che venne superato per motivi politici ed esistenziali. Poi arrivò il romanticismo, e l’opinione che il sentimento contraccambiato fosse fonte di felicità si diffuse sempre di più. Tuttavia, perché ciò avvenga la relazione di coppia deve soddisfare molti requisiti. Il sesso deve essere fantastico, il livello di comunicazione ottimo e bisogna essere sempre presenti l’uno per l’altro. E tutto questo in un’unica relazione! Questo è un carico molto pesante per l’amore romantico. Non c’è da stupirsi che i matrimoni durino sempre meno e che sempre più spesso le relazioni si susseguano in modo seriale. 

C’è un cambiamento all’orizzonte?

Tra le nuove generazioni i legami si creano in modo diverso, ad esempio sui social media. E se non si vive una relazione di coppia non ci si sente più emarginati come un tempo. 

E gli anziani?

Hanno ancora difficoltà a dire che non sono in coppia. Nella loro cerchia di amicizie non si parla di queste cose e non ci sono modelli di riferimento. Per questo abbiamo bisogno di nuove storie. Così che le persone interessate si rendano conto di non essere sole.

Andrea Newerla

La sociologa Andrea Newerla ha pubblicato un libro sull’argomento: «Das Ende des Romantikdiktats – warum wir Nähe, Beziehungen und Liebe neu denken sollten.» È disponibile al prezzo di fr. 23.90 su exlibris.ch.

   

Ci sono storie di questo tipo?

Qualcosa c’è. Ad esempio, il romanzo «Parlarne tra amici» di Sally Rooney. Nel libro, la forma assunta dalle relazioni non è univoca. Sono romantiche, ma anche l’amicizia svolge un ruolo centrale, e ci sono componenti sessuali. E su tutto questo non viene espresso alcun tipo di giudizio.

Lei ritiene che qualcosa debba cambiare anche a livello politico.

Certo. Diventerà necessario proteggere e sostenere non solo il matrimonio e la famiglia nucleare, ma anche le comunità di persone che vogliono essere presenti l’una per l’altra. Il governo federale tedesco ha in effetti incluso il riconoscimento delle comunità di responsabilità nel suo accordo di coalizione. Questo è importante, anche perché altrimenti non ci sarà nessun altro a sostenere l’invecchiamento della società. Abbiamo bisogno gli uni degli altri. Per questo abbiamo bisogno di nuove idee che non escludano nessuno. 

 

#iniziativaamicizia

Con l’#iniziativaamicizia il Percento culturale Migros invita la popolazione a coltivare le relazioni sociali. 
 
Nel quadro del concorso di idee siamo andati alla ricerca di progetti che consentano di trovare nuove amiche e nuovi amici, coltivare i contatti esistenti e consolidare i rapporti di lunga data.

Foto/scena: GettyImages

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