Intestazione

Daniel Ott e Antonio Gaggiano

Daniel Ott_c_Manu Theobald

Foto: Manu Theobald

Daniel Ott è nato nel 1960 a Grub, nel cantone Appenzello Esterno. Dopo la formazione come pianista classico, gli studi di teatro a Parigi e a Londra e, successivamente, gli studi di composizione con Nicolaus A. Huber e con Klaus Huber , ha iniziato la sua carriera tra composizione, teatro musicale, interdisciplinarità e ideazione di nuove forme e formati con cui esplora le potenzialità della musica e della sua esecuzione. Ha lavorato, tra l’altro, per la Staatsoper di Stoccarda, il Theater Bielefeld, i Donaueschinger Musiktage, il Museo d’arte moderna di Francoforte, il festival Alpentöne di Altdorf, i Wittener Tage für neue Kammermusik e per l’Expo di Hannover (musica per il Padiglione svizzero di Peter Zumthor, 2000). Negli ultimi anni sono state realizzate composizioni paesaggistiche di grandi dimensioni, a metà tra installazione e performance, con numerosi partecipanti per il porto sul Reno a Basilea, per la Neisse tra Görlitz e Zgorzelic, per l’Elba vicino a Hitzacker, per l’Inn tra Tschlin e Nauders, per il Danubio vicino a Donaueschingen e per il Westhafen di Berlino. Nel 1990 ha fondato il Festival Neue Musik di Rümlingen e ancora oggi fa parte della sua direzione artistica. Dal 2016 al 2024 è stato direttore artistico della Biennale di Monaco per il Neues Musiktheater insieme a Manos Tsangaris. Dal 2005 è professore di composizione e teatro musicale sperimentale presso l’Università delle Arti di Berlino e dal 2015 è membro dell’Accademia delle Arti di Berlino.

Antonio Gaggiano_c_musicianseyebasel

Foto: musicianseyebasel

Antonio Gaggiano (*1999) è un percussionista italiano specializzato in musica contemporanea per percussioni. Ha lavorato con numerose orchestre, tra cui l’Orchestra Europa Incanto, l’Orchestra Sinfonica della Magna Grecia, l’Orchestra sinfonica di Basilea, il Collegium Musicum Basel e il Teatro San Carlo di Napoli. Nel 2018 ha iniziato a studiare composizione con il maestro Stefano Taglietti e a dedicarsi intensamente alla musica contemporanea e alla ricerca di nuove sfumature sonore e idee compositive. Ha conseguito la laurea triennale e magistrale con lode presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia (Italia). Nel 2024 ha inoltre conseguito un master in “Music Performance” presso l’Università della Musica di Basilea. Antonio si è esibito in rinomati festival, tra cui il Chigiana International Festival, il Musikfestival Bern, il Festival Mixtur di Barcellona, il Festival di Lucerna e l’impuls Graz. Ha ricevuto riconoscimenti in diversi concorsi: 3° premio al Concorso internazionale di composizione “Città di Albenga”, 2° premio al concorso WPM Snare Drum, e 1° premio al World Percussion Movement Vibraphone Competition 2021. A maggio 2025 ha ricevuto anche il Fritz Gerber Award del Festival di Lucerna.

Progetto

Beyond Percussion è una performance solista che esplora il suono oltre i confini degli strumenti tradizionali. Il progetto nasce da una riflessione personale della percussione come gesto, materiale e presenza e si sviluppa attraverso l'uso di piccoli strumenti, oggetti di uso quotidiano e un allestimento completamente portatile.
Al centro del lavoro vi è un'idea semplice ma radicale: utilizzare come strumento ciò che originariamente non lo è. Oggetti quotidiani – metallo, legno, plastica e materiali trovati – vengono trasformati in strumenti sonori attraverso l'ascolto, la ripetizione e la costruzione ritmica. Non si tratta solo di suono, ma di una nuova percezione del materiale e della funzione.
Un obiettivo centrale del progetto è quello di sviluppare un programma di concerti completamente mobile e trasportabile comodamente in treno. Questa scelta non è soltanto di natura pratica, ma fa parte del concetto artistico: la riduzione dei mezzi e la consapevole limitazione agli elementi trasportabili aprono nuove prospettive sulla composizione, sulla performance e sul suono.
Ogni oggetto viene selezionato non solo per le sue proprietà sonore, ma anche per la sua presenza visiva e gestuale. La relazione tra corpo e materiale diventa centrale: movimento, contatto e azione performativa sono parte integrante della composizione. La scena si sviluppa progressivamente, senza una netta separazione tra strumento e performer.