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Désirée Meiser e Merlin Breij

Désirée Meiser
Foto: Désirée Meiser

Désirée Meiser è una coach sistemica orientata ai valori diplomata secondo il modello di coaching di San Gallo (SCM)® e una business coach sistemica orientata ai valori diplomata. La sua carriera professionale come attrice/cantante, regista, fondatrice e per 22 anni direttrice artistica della Kulturbahnhof Gare du Nord, oltre ai molti anni come mentrice di giovani musiciste e musicisti in varie scuole universitarie, le hanno permesso di accumulare nel tempo un bagaglio di esperienze ampio ed estremamente diversificato. L’intenso confronto con le persone più diverse, l’empatia, l’intuizione e l’attenzione verso le sue interlocutrici e i suoi interlocutori hanno sempre avuto un’importanza centrale in tutte le attività svolte finora. Tutte queste esperienze e competenze personali confluiscono in modo significativo nel suo lavoro di coach sistemica orientata ai valori.

Merlin Breij
Foto: Emilien Itim

Merlin Breij (*1994, Paesi Bassi) è un compositore, arrangiatore e chitarrista svizzero di Losanna. Compositore versatile, realizza creazioni che attraversano confini stilistici permeabili, fondendo il lavoro sul timbro e sulla forma derivato dalle creazioni contemporanee con il ritmo e le formule pulsanti del jazz e della musica contemporanea. Ne sono testimonianza opere come “Strata” per quartetto d’archi e chitarra elettrica o “Impulsions” per nonetto composito. L’obiettivo artistico è sempre la difesa di un’espressività musicale radicale. In qualità di co-direttore artistico dell’associazione ÆCAMUS, sta attualmente ideando una stagione di concerti creativi intitolata “Motions of Creation”, in cui invita i compositori francofoni a scrivere musica che dia libero sfogo alla loro audacia – con opere che debutteranno durante un concerto itinerante organizzato dall’associazione.

Progetto

« Nocturne »

Questo progetto sarà incentrato su una mia nuova composizione, che in questa fase si intitola «Nocturne». Sarà presentata in prima assoluta alla «Ferme des Tilleuls» di Renens il 15 maggio 2025, e sarà poi eseguita nuovamente all’Aula de Villamont (Losanna), alla Galerie YD (Neuchâtel) e al Centre le Phénix (Friburgo) nei giorni successivi, insieme a composizioni di Lenni Torgue e Yves Marcotte. Sarà eseguita dall’«Ensemble Motions», con Lenni Torgue alle diverse percussioni, Nina Ramousse-Fuchs al violino, Sarah Fouchenneret al violoncello e io alla chitarra.

L’obiettivo di Double, in collaborazione con Désirée Meiser, è superare il classico concetto di «musicisti che si esibiscono sul palco». Désirée mi accompagnerà nell’immaginare il pezzo attraverso diversi media artistici: ridefinire il modo in cui lo spazio viene utilizzato dai musicisti e dal pubblico nel mio lavoro, il modo in cui la luce viene concepita e utilizzata nella musica, il modo in cui testi e narrazione possono essere utilizzati come linea guida nella musica e, più in generale, il modo in cui i concerti possono diventare un’esperienza multisensoriale per il pubblico.

Poiché i concerti si svolgeranno in luoghi diversi, verrà posta particolare attenzione alla flessibilità della «messa in scena», affinché possa essere riproposta in diversi luoghi per concerti o teatri.

Il tema della composizione, come suggerisce il titolo, è il «Nocturne». Il pubblico dovrebbe vivere l’esperienza della notte attraverso i tre stati d’animo specifici che essa porta con sé: (i) la pace e la quiete, (ii) la paura e l’angoscia e (iii) lo stato onirico e la dimensione soprannaturale che la notte permette.

Il primo passo di questo lavoro (un passo che è già iniziato) consiste nel discutere le idee e le possibilità che posso sviluppare per ampliare i miei orizzonti come compositore rispetto alla «messa in scena» durante la composizione della musica. Quando il progetto sarà completamente scritto, sia musicalmente che teatralmente, il passo successivo sarà lavorare con i musicisti e Désirée per mettere in pratica queste idee prima dei concerti finali sopra menzionati.

Questo Double mi aiuterà – con l’aiuto di Désirée – ad ampliare il mio lavoro compositivo e a essere in grado di cogliere una gamma più ampia di possibilità nel momento in cui il pezzo viene eseguito davanti al pubblico, rompendo al contempo il tradizionale «schema del concerto». Questi passaggi dovrebbero – auspicabilmente – aiutare il mio lavoro a entrare in relazione con un pubblico più ampio e a rendere la sua esperienza più plurale.

Final paper