Quanto siamo vicini ai nostri vicini?
Il 50% degli intervistati è «del tutto soddisfatto» del rapporto con i vicini. Solo il 3% dichiara di non essere «per niente soddisfatto». Il restante 47% si distribuisce equamente lungo la scala della soddisfazione.
Il 62% degli intervistati va d'accordo con quasi tutti i vicini. Il 24% ha buoni rapporti con alcuni, meno buoni con altri. Il 13% non conosce per niente la maggior parte dei vicini. Solo l'1% dichiara di avere un brutto rapporto con quasi tutti i vicini.
Circa un quarto degli intervistati vive in città, un buon 40% vive in periferia o in una cittadina. Le economie domestiche più diffuse sono quelle formate da due persone (36%), solo in un quarto dei casi sono presenti dei bambini. La maggior parte degli intervistati abita in condomini con più di tre alloggi, mentre un buon 25% vive in una casa unifamiliare. Un punto da sottolineare è che il 50% degli intervistati abita nella situazione attuale da più di dieci anni.
La grande maggioranza degli intervistati si dichiara soddisfatta della frequenza dei contatti con i vicini. Se si considera però la sola popolazione urbana, il quadro che ne risulta è diverso: il 25% si augura più contatti con i vicini. Gli svizzeri romandi esprimono questa esigenza più frequentemente degli abitanti di altre regioni linguistiche.
Le due situazioni in cui i vicini si ritrovano più spesso a scambiare due parole in Svizzera sono le scale e sulla porta di casa, seguite subito dopo dalla buca delle lettere. Poco meno di un terzo si incontra mentre fa la spesa e più della metà sfrutta questo momento per una breve chiacchierata. Le persone che hanno dei bambini incontrano i vicini spesso al parco giochi, nei giardini e nelle strade del quartiere.
Due terzi delle persone intervistate incontra casualmente i propri vicini almeno una volta alla settimana; quasi nessuno non ha mai contatti con i vicini. Gli incontri programmati sono invece più rari: il 40% si incontra perlopiù una volta al mese, il 30% mai. Gli anziani e le persone con figli hanno più contatti con i vicini, sia casuali sia concordati. Per il 75% degli intervistati, la frequenza dei contatti non è cambiata dalla pandemia.
La maggior parte delle persone ritiene di non conoscere bene i propri vicini, ma tende a fidarsi molto di loro. Si sa che i vicini tengono d’occhio la propria zona e che le persone di un quartiere prestano attenzione le une alle altre. Tre quarti degli intervistati affermano quindi di sentirsi molto al sicuro nel proprio vicinato, e quasi nessuno è insoddisfatto del rapporto con i vicini.
Che cosa fai per i tuoi vicini?
Talvolta incontro i miei vicini per un caffè o per bere insieme una birra dopo il lavoro.
Aiuto il/la mio/a vicino/a quando ha bisogno di qualcosa in cucina o di qualche attrezzo.
Quando manco per un certo periodo, il/la mio/a vicino/a mi controlla la cassetta delle lettere.
Il/la mio/a vicino/a ha una chiave del mio appartamento per ogni evenienza.
Quando manco per un certo periodo, il/la mio/a vicino/a si prende cura del mio animale domestico.
Quando manco per un certo periodo, il/la mio/a vicino/a mi annaffia le piante.
Ogni tanto incontro i miei vicini per cenare insieme, trascorrere una serata di giochi di società o altre attività simili.
Nuovo studio del GDI sul vicinato in Svizzera
Svolgendo un ruolo di commerciante al dettaglio, la Migros rappresenta per molte persone un luogo importante del vicinato – per questo il buon vicinato le sta a cuore. Il Percento culturale Migros ha quindi commissionato questo grande studio sul vicinato in Svizzera. I risultati dello studio hanno motivato Impegno Migros a lanciare l’#iniziativadivicinato, con l’obiettivo di promuovere i rapporti di buon vicinato. Infatti, anche i rapporti distanziati e meno stretti hanno bisogno di essere coltivati di tanto in tanto. Affinché anche in futuro si possa contare sui propri vicini nelle piccole e grandi emergenze.
Studio GDI: «Gentile vicino/a»
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Illustrazione: illumueller.ch